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martedì 2 ottobre 2018

L'hai amata, vero?


L’hai amata, vero?

Lui sospirò.

Come posso risponderti? Lei era matta, sorrise, perso in qualche ricordo.
Si passò una mano fra i capelli: Dio, se era tutta matta. Ogni giorno mi svegliavo accanto a una donna diversa, una volta intraprendente, l’altra impacciata. Una volta esuberante, l’altra timida. Era mille donne, lei. Ma il profumo era sempre lo stesso, inconfondibile. Era quella la mia unica certezza. Era il profumo dei viaggi che doveva ancora fare, mi diceva. 
Le chiedevo cosa volesse dire ma non me lo spiegava mai. Mi sorrideva e sapeva di fregarmi, con quel sorriso. Perché ti giuro che quando sorrideva io non capivo più nulla, amico. Non capivo più nulla. Non sapevo più parlare né pensare. Niente, zero. C’era all’improvviso solo lei.
Era matta, rise, tutta matta. A volte si perdeva a guardare un mappamondo o un quadro, ci volevano ore perché tornasse in sé. E quella sua mania di mettersi sempre i pantaloni… Non l’ho mai vista con una gonna, sai? 
A volte di notte piangeva. Dicono che in quel caso le donne vogliono solo un abbraccio. Lei no. Lei si innervosiva a starmi vicino in quei momenti. Si vestiva e stava in giardino tutta la notte, e guai a raggiungerla. Mi ordinava di lasciarla sola. La sentivo piangere, ancora oggi sono convinto che parlasse con qualcuno, in quelle notti terribili.
C’era qualcosa in lei, amico mio. Non so che cosa, ma non era una ragazza normale. C’era qualcosa in lei, o c’erano altre ragazze in lei, ancora oggi non te lo so dire. 
Non so dove si trova adesso ma scommetto che è ancora alla ricerca di sogni.
Era matta tutta matta.
Ma l’ho amata da impazzire.

Charles Bukowski

martedì 11 aprile 2017

Se saprai starmi vicino

Se saprai starmi vicino, 
e potremo essere diversi, 
se il sole illuminerà entrambi 
senza che le nostre ombre si sovrappongano, 
se riusciremo ad essere “noi” in mezzo al mondo 
e insieme al mondo, piangere, ridere, vivere. 

Se ogni giorno sarà scoprire quello che siamo 
e non il ricordo di come eravamo, 
se sapremo darci l'un l'altro 
senza sapere chi sarà il primo e chi l'ultimo 
se il tuo corpo canterà con il mio perché insieme è gioia… 

Allora sarà amore 
e non sarà stato vano aspettarsi tanto.

Pablo Neruda

lunedì 11 luglio 2016

Anime Erranti



Ci sono anime, che io chiamo anime erranti, perché qui, in questo mondo non troveranno mai niente che le appaghi, ma non per superbia, ma forse, e dico forse, perché è talmente grande il loro vuoto che non c’è niente di così immenso che possa colmarlo. Esse nascono per un altrove, fosse anche lo spazio siderale più profondo ma non in questa realtà che altro non è che un mero passaggio.

Charles Baudelaire

giovedì 7 aprile 2016

Amore dopo amore



Tempo verrà
in cui, con esultanza,
saluterai te stesso arrivato
alla tua porta, nel tuo proprio specchio,
e ognuno sorriderà al benvenuto dell'altro
e dirà: Siedi qui. Mangia.
Amerai di nuovo lo straniero che era il tuo Io.
Offri vino. Offri pane. Rendi il cuore
a se stesso, allo straniero che ti ha amato
per tutta la tua vita, che hai ignorato
per un altro che ti sa a memoria.
Dallo scaffale tira giù le lettere d'amore,
le fotografie, le note disperate,
sbuccia via dallo specchio la tua immagine.
Siediti. È festa: la tua vita è in tavola.

 Derek Walcott

sabato 5 marzo 2016

"La vita", Wislawa Szymborska


Un appunto

La vita – è il solo modo
per coprirsi di foglie,
prendere fiato sulla sabbia,
sollevarsi sulle ali;

essere un cane,
o carezzarlo sul suo pelo caldo;

distinguere il dolore
da tutto ciò che dolore non è;

stare dentro gli eventi,
dileguarsi nelle vedute,
cercare il più piccolo errore.

Un’occasione eccezionale
per ricordare per un attimo
di che si è parlato
a luce spenta;

e almeno per una volta
inciampare in una pietra,
bagnarsi in qualche pioggia,
perdere le chiavi tra l’erba;
e seguire con gli occhi una scintilla nel vento;

e persistere nel non sapere
qualcosa d’importante.

Wislawa Szymborska

venerdì 19 febbraio 2016

Un uccello azzurro


Nel mio cuore c'è un uccello azzurro che
vuole uscire,
ma con lui sono inflessibile,
gli dico: rimani dentro, non voglio che
nessuno ti veda.
Nel mio cuore c'è un uccello azzurro che
vuole uscire
ma gli verso addosso whisky e aspiro
il fumo delle sigarette
e le puttane e i baristi
e i commessi del droghiere
non sanno che lì dentro c'è lui.
Nel mio cuore c'è un uccello azzurro che
vuole uscire
ma io con lui sono inflessibile,
gli dico: rimani giù, mi vuoi fare
andar fuori di testa?
vuoi mandare all'aria tutto il mio lavoro?
vuoi far saltare le vendite dei miei libri in Europa?
Nel mio cuore c'è un uccello azzurro che
vuole uscire
solo di notte qualche volta
quando dormono tutti.
Gli dico: lo so che ci sei,
non essere triste
poi lo rimetto a posto,
ma lui lì dentro un pochino canta,
mica l'ho fatto davvero morire,
dormiamo insieme così
col nostro patto segreto
ed è così grazioso da far piangere
un uomo, ma io non piango,
e voi?

(Charles Bukowski)




Trovo questa poesia meravigliosa, frutto di una profonda autoanalisi.
Chi siamo veramente?
La meta di ogni uomo, secondo Jung, è la ricerca del “vero Sé”, quella parte di noi che sintetizza la totalità della nostra personalità conscia ed inconscia.
Vi invito a fare come Charles Bukowski e ad andare oltre, senza più maschere e finte rappresentazioni di sé. 
Buon cammino…

sabato 5 settembre 2015

Scegliere il silenzio


A volte penso sia un peccato 
dare parole all'angoscia che sento,
perché le parole, come fa la Natura, rivelano
e insieme celano l'interno dell'Anima.

Nelle parole, come in gramaglie, mi avvolgo,
come in ruvidi panni contro il freddo,
ma della grande angoscia che coprono
appare il contorno e niente più.

Alfred Tennyson 


Vorrei che ciascuno di noi meditasse su queste cose: sulle parole che ogni giorno diciamo talora senza valutarne le risonanze emozionali nell'anima di chi ci ascolta; ma ripensando anche alle parole del poeta inglese che ci invitano a scegliere talora il silenzio.

mercoledì 3 giugno 2015

L'Albatros


Spesso, per divertirsi, i marinai
catturano degli albatri, grandi uccelli dei mari,
indolenti compagni di viaggio delle navi
in lieve corsa sugli abissi amari.

L’hanno appena posato sulla tolda
e già il re dell’azzurro, maldestro e vergognoso,
pietosamente accanto a sé strascina
come fossero remi le grandi ali bianche.

Com’è fiacco e sinistro il viaggiatore alato!
E comico e brutto, lui prima cosi bello!
Chi gli mette una pipa sotto il becco,
chi imita, zoppicando, lo storpio che volava!

Il Poeta è come lui, principe delle nubi
che sta con l’uragano e ride degli arcieri;
esule in terra fra gli scherni, impediscono
che cammini le sue ali di gigante.

Charles Baudelaire

martedì 11 novembre 2014

Tutte le lettere d'amore


Tutte le lettere d'amore sono
ridicole.
Non sarebbero lettere d'amore se non fossero
ridicole.
Anch'io ho scritto ai miei tempi lettere d'amore,
come le altre,
ridicole.
Le lettere d'amore, se c'è l'amore,
devono essere
ridicole.
Ma dopotutto
solo coloro che non hanno mai scritto
lettere d'amore
sono
ridicoli.
Magari fosse ancora il tempo in cui scrivevo
senza accorgermene
lettere d'amore
ridicole.
La verità è che oggi
sono i miei ricordi
di quelle lettere
a essere ridicoli.
(Tutte le parole sdrucciole,
come tutti i sentimenti sdruccioli,
sono naturalmente
ridicole).



Fernando Pessoa ha dato un senso al 900, il secolo dell’assurdo, perché è andato, più di altri, oltre tutte le risposte, a capire l’inspiegabilità dell’esistenza, degli esseri.
E’ tutto ben diverso, ben lontano dall’armonia che pensava Pitagora ci fosse nelle cose. E’ tutto disarmonico, anzi, forse la regola del mondo è la disarmonia non l’armonia. 
Eppure questa piccola persona, Pessoa, che ha scritto migliaia e migliaia di cose, di poesie, di cose dell’anima, scopre, alla fine della sua esistenza, di aver mancato praticamente tutto, cioè di non aver scritto una lettera d’amore. Che cos’è una lettera d’amore...la lettera d’amore è una cosa che si tocca, è una cosa che ha una persona da raggiungere, è una cosa vera, è una cosa reale, fisica, è una cosa che manda fuori dall’anima segnali che non sono soltanto parole o soltanto flatus vocis, sono praticamente delle mani, praticamente delle carezze, è come toccare, come toccare l’altro, la persona che c’è dall’altra parte. Non basta scrivere un diluvio di cose e tentare di capire l’astrazione, il non senso del mondo, se poi non riesci a toccare con la mano una persona. Di questo, Pessoa, che era stato grandissimo, disperato, dieci Leopardi insieme, di questo Pessoa si accorse alla fine della sua vita e si prese in giro, “si sono ridicole le lettere d’amore, non bisogna scriverle, raccontano parole d’amore che di per se stesse sono ridicole”, però fa la tara su se stesso, e alla fine che cosa si dice: “saranno anche ridicole le lettere d’amore però sono più ridicole le persone che non le scrivono”. Si pente di non averlo fatto, è una questione vera, reale, perché c’era una donna che lo aspettava e si chiamava Ofelia, che lo ha aspettato per un sacco di tempo, che lo ha amato, ha capito quest’uomo al di la delle barriere, delle incertezze, delle nebbie, delle insicurezze, di tutto. Lo ha capito, lo ha seguito probabilmente, non si è fatta mai sentire in questo silenzio. E lui non ha avuto il coraggio, la forza, la capacità o l’anima di amarla e se ne accorge negli ultimi tre giorni della sua esistenza. Perché è più importante amare una persona, toccarla, sentirla vicino, che scrivere miliardi di cose sull’assurdità del mondo. E’ un fil rouge anche questo, che lega Pessoa a Pavese e Pavese ad altri grandi poeti. Pavese dice le stesse cose sul mestiere di vivere: “alla fine sono tutte balle, l’unica cosa che conta è una donna vicino a te, in un letto caldo, la sera”.

R. Vecchioni

martedì 12 agosto 2014

E' morto Robin Williams



Nooooo! Sono enormemente dispiaciuto....mi ha fatto piangere, ridere, pensare...avrei voluto avere un padre, un fratello come lui....

mercoledì 7 maggio 2014

Orgoglio e solitudine



"Vi sono molte solitudini: la più insormontabile è quella che noi stessi ci costruiamo come se con le mani impastassimo la calcina che dovrebbe colmare anche i più sottili interstizi delle pietre di cui è fatta la nostra cella. C'è un orgoglio nato dalla disperazione in quest'ultima solitudine, ma respirarne a lungo è morire".

Ferruccio Masini

venerdì 6 dicembre 2013

Il silenzio è calato sul mondo


5 Dicembre 2013...Il padre della lotta contro la segregazione razziale in Sud Africa, Nelson Mandela, è morto. Eroe della lotta all'apartheid nel Paese e premio Nobel per la pace nel 1993, è scomparso all'età di 95 anni. Barack Obama: “l’esempio della mia vita”, “uno degli uomini più coraggiosi dell’umanità”. 
In ricordo trascrivo la poesia di William Ernest Henley usata per alleviare gli anni della sua prigionia durante l'aparteid:

Dal profondo della notte che mi avvolge,
nera come un pozzo da un polo all'altro,
ringrazio qualunque dio esista
per la mia anima invincibile.

Nella feroce morsa delle circostanze
non ho arretrato né gridato.
Sotto i colpi d’ascia della sorte
il mio capo è sanguinante, ma non chino.

Oltre questo luogo d'ira e lacrime
incombe il solo orrore delle ombre,
e ancora la minaccia degli anni
mi trova e mi troverà senza paura.

Non importa quanto stretto sia il passaggio,
quanto piena di castighi la vita,
io sono il padrone del mio destino;
io sono il capitano della mia anima.

venerdì 8 giugno 2012

A mio padre...


Ciò che il padre ha taciuto, prende parola nel figlio; e spesso ho trovato che il figlio altro non era, se non il segreto denudato del padre.

Friedrich Nietzsche

giovedì 2 febbraio 2012

Devo molto a quelli che non amo...


La poetessa polacca Wisława Szymborska, vincitrice a sorpresa del premio Nobel nel 1996, è morta ieri nella sua Cracovia a 91 anni.
Cercando fra le sue poesie mi sono imbattuto in Ringraziamento, è una lirica sottile, forte, sovversiva e tranquilla, disillusa e non amareggiata, contiene l’esperienza di tutta una vita e non puoi non sentirci la tua. 
Ringraziamento
Devo molto
a quelli che non amo.
Il sollievo con cui accetto
che siano più vicini a un altro.
La gioia di non essere io
il lupo dei loro agnelli.
Mi sento in pace con loro
e in libertà con loro,
e questo l’amore non può darlo,
né riesce a toglierlo.
Non li aspetto
dalla porta alla finestra.
Paziente
quasi come un orologio solare,
capisco
ciò che l’amore non capisce,
perdono
ciò che l’amore non perdonerebbe mai.
Da un incontro a una lettera
passa non un’eternità,
ma solo qualche giorno o settimana.
I viaggi con loro vanno sempre bene,
i concerti sono ascoltati fino in fondo,
le cattedrali visitate,
i paesaggi nitidi.
E quando ci separano
sette monti e fiumi,
sono monti e fiumi
che si trovano in ogni atlante.
E’ merito loro
se vivo in tre dimensioni,
in uno spazio non lirico e non retorico,
con un orizzonte vero, perchè mobile.
Loro stessi non sanno
quanto portano nelle mani vuote.
“Non devo loro nulla” -
direbbe l’amore
su questa questione aperta.

giovedì 15 luglio 2010

Por Osmar di Alejandro Jodorowsky

Non mi piace la gente la cui mente non sa riposare in silenzio, il cui cuore critica gli altri senza sosta, la cui sessualità vive insoddisfatta, il cui corpo s'intossica senza saper apprezzare di essere vivo......

video: Por Osmar di Alejandro Jodorowsky

domenica 21 marzo 2010

Dare un senso alla vita può condurre alla follia


Molte volte ho studiato la lapide che mi hanno scolpito: una barca con vele ammainate, in un porto. In realtà non è questa la mia destinazione ma la mia vita. Perché l’amore mi si offrì e io mi ritrassi dal suo inganno; il dolore bussò alla mia porta, e io ebbi paura; l’ambizione mi chiamò, e io temetti gli imprevisti. Malgrado tutto avevo fame di un significato nella vita. E adesso so che bisogna alzare le vele e prendere i venti del destino, dovunque spingano la barca. Dare un senso alla vita può condurre a follia ma una vita senza senso è la tortura dell’inquietudine e del vano desiderio, è una barca che anela al mare eppure lo teme.
Edgar Lee Masters 

giovedì 11 febbraio 2010

Benigni - La Poesia


Su su.. svelti, veloci, piano, con calma…
Poi non v’affrettate, non scrivete subito poesie d’amore, che sono le più difficili, aspettate almeno almeno un’ottantina d’anni.
Scrivetele su un altro argomento… che ne so… sul mare, il vento, un termosifone, un tram in ritardo… che non esiste una cosa più poetica di un’altra!
Avete capito?
La poesia non è fuori, è dentro…
Cos’è la poesia, non chiedermelo più,
guardati nello specchio, la poesia sei tu…
..e vestitele bene le poesie, cercate bene le parole… dovete sceglierle!
A volte ci vogliono otto mesi per trovare una parola! Sceglietele…che la bellezza è cominciata quando qualcuno ha cominciato a scegliere.
Da Adamo ed Eva…
lo sapete Eva quanto c’ha messo prima di scegliere la foglia di fico giusta!!!
“Come mi sta questa, come mi sta questa, come mi sta questa..” ha spogliato tutti i fichi del paradiso terrestre!
Innamoratevi,
se non vi innamorate è tutto morto… morto!
Vi dovete innamorare e tutto diventa vivo, si muove tutto… dilapidate la gioia, sperperate l’allegria e siate tristi e taciturni con esuberanza!
Fate soffiare in faccia alla gente la FELICITÀ! E come si fa? …fammi vedere gli appunti che mi sono scordato… questo è quello che dovete fare…
non sono riuscito a leggerli!
Per trasmettere la felicità, bisogna essere FELICI
e per trasmettere il dolore, bisogna essere FELICI.
Siate FELICI!!!
Dovete patire, stare male, soffrire.. non abbiate paura di soffrire, tutto il mondo soffre! E se non avete i mezzi non vi preoccupate… tanto per fare poesie una sola cosa è necessaria… tutto.
Avete capito?
E non cercate la novità… la novità è la cosa più vecchia che ci sia…
E se il verso non vi viene, da questa posizione, né da questa, ne da così, buttatevi in terra! Mettetevi così!
Ecco… ohooo… è da distesi che si vede il cielo… guarda che bellezza…perché non mi ci sono messo prima…
I poeti non guardano, vedono.
Fatevi obbedire dalle parole… Se la parola ‘muro’ non vi da retta, non usatela più…per otto anni, così impara!
Che è questo, bhooo non lo so!
Questa è la bellezza, come quei versi là che voglio che rimangano scritti li per sempre…
forza, cancellate tutto che dobbiamo cominciare!
La lezione è finita.

lunedì 25 gennaio 2010

Auguri al mio pensiero felice

Oggi mio figlio Edoardo compie 14 anni, l'età più bella e allo stesso tempo più coraggiosa della vita. E' in questo delicato periodo che l'uomo di domani si costruisce la propria personalità in modo concreto, sfidando il mondo che lo sfida, rispondendo all'amore che lo chiama, dialogando costantemente con le paure nuove che lo interrogano, godendo più intensamente dei primi successi ottenuti, affrontando con incertezza emotiva le prime delusioni che lo accompagnano.
Dedico a lui questa bellissima poesia di Kipling, insegnamento di vita e fonte di coraggio. Buon compleanno tesoro mio.
SE
Se riesci a conservare il controllo quando tutti
Intorno a te lo perdono e te ne fanno una colpa;
Se riesci ad aver fiducia in te quando tutti
Ne dubitano, ma anche a tener conto del dubbio;
Se riesci ad aspettare e non stancarti di aspettare,
O se mentono a tuo riguardo, a non ricambiare in menzogne,
O se ti odiano, a non lasciarti prendere dall’odio,
E tuttavia a non sembrare troppo buono e a non parlare troppo saggio;
Se riesci a sognare e a non fare del sogno il tuo padrone;
Se riesci a pensare e a non fare del pensiero il tuo scopo;
Se riesci a far fronte al Trionfo e alla Rovina
E trattare allo stesso modo quei due impostori;
Se riesci a sopportare di udire la verità che hai detto
Distorta da furfanti per ingannare gli sciocchi
O a contemplare le cose cui hai dedicato la vita, infrante,
E piegarti a ricostruirle con strumenti logori;
Se riesci a fare un mucchio di tutte le tue vincite
E rischiarle in un colpo solo a testa e croce,
E perdere e ricominciare di nuovo dal principio
E non dire una parola sulla perdita;
Se riesci a costringere cuore, tendini e nervi
A servire al tuo scopo quando sono da tempo sfiniti,
E a tener duro quando in te non resta altro
Tranne la Volontà che dice loro: “Tieni duro!”.
Se riesci a parlare con la folla e a conservare la tua virtù,
E a camminare con i Re senza perdere il contatto con la gente,
Se non riesce a ferirti il nemico né l’amico più caro,
Se tutti contano per te, ma nessuno troppo;
Se riesci a occupare il minuto inesorabile
Dando valore a ogni minuto che passa,
Tua è la Terra e tutto ciò che è in essa,
E – quel che è di più – sei un Uomo, figlio mio!
Rudyard Kipling