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martedì 14 aprile 2020

Sono poveri compagni


Un pazzo è colui che continua a fidarsi; un pazzo è colui che continua a fidarsi 
nonostante la sua esperienza.  

Tu lo inganni...ed egli si fida di te; 
e tu lo inganni di nuovo...
ed egli si fida di te; e
tu inganni di nuovo lui...
ed egli si fida di te.  
Allora dirai che è uno sciocco...
non impara.  

La sua fiducia è tremenda; 
la sua fiducia è così pura che nessuno può corromperla.

Sii uno sciocco in senso taoista...
in senso Zen.  
Non cercare di creare un muro di conoscenza intorno a te.  
Qualunque esperienza ti viene...
lascia che accada...
e poi continua a farla cadere. 
Continua a pulire continuamente la tua mente; 
continua a morire al passato per rimanere nel presente... qui-ora...come se fossi appena nato...
solo un bambino.

All'inizio sarà molto difficile. 

Il mondo comincerà 
ad approfittare di te...lasciali fare. 
Sono poveri compagni.

Anche se vieni ingannato 
e ingannato 
e derubato...
e derubato...
lascia che accada...
perché ciò che è veramente tuo 
non può esserti rubato...
ciò che è veramente tuo nessuno può portartelo via.

E ogni volta che non permetti che le situazioni ti corrompano...quell'opportunità diventerà un'integrazione al tuo interno. 

La tua anima si cristallizzerà di più.


 OSHO

sabato 2 novembre 2019

L'amore che hai sempre sognato



Devi prenderti un momento alla volta, bambino.

Un respiro alla volta. 
Segui il cerchio del respiro, il suo sorgere 
e anche il suo cadere. 
Entrambi i movimenti sono preziosi.

Tutto passerà, vedi. Il sorgere del sole è sicuramente seguito dal tramonto. 
La vecchia pelle si perde. 
Le foglie cadono dall'albero e 
non sono meno belle nella loro caduta. 
Coloro che ami moriranno nella loro forma fisica e torneranno alla loro perfezione originale. 
Come ci ricorda Eckhart Tolle, anche il Sole morirà.

Cerchiamo sicurezza in luoghi in cui non la troveremo mai. 
Scappiamo dall'ansia, 
evitando quel divertente vuoto che vive nel nostro centro, 
provando a fuggire dal vivere.

Ti è stata venduta una bugia sull'amore, 
vedi: che dovevi esserne degno.

Fanculo l’essere degno.

L'amore non è qualcosa che può darti qualcuno. 
Non è qualcosa che devi chiedere, guadagnare o meritare.

Se ci riesci, se prendi un 10, se ottieni la promozione, 
se vinci la gara, non sarai amato di più. 
Devi scrollarti di dosso quest'illusione.

Non devi essere degno. 
Devi solo essere vivo e sei degno.

Sei integro anche da solo, e non sei mai solo, 
perché sei inseparabile dalle stelle, dalle montagne, 
dagli alberi fruscianti nel prato.

E segui il respiro mentre sale e scende. 
E fai spazio in te stesso per questi sentimenti a lungo trascurati. 
Impara a fidarti del corpo, dei suoi ritmi, 
del modo in cui cerca di proteggersi, della sua imprevedibilità, 
dei suoi sentimenti di insicurezza. 
Respirando nei punti doloranti, li rendi sicuri, 
dove una volta ti sentivi insicuro.

Sicuro anche di sentirsi insicuro; questa è libertà.

Amare anche la parte che sembra non amabile; 
questo è l'amore che hai sempre sognato, 
l'amore che non devi mai meritare.

Jeff Foster

giovedì 30 maggio 2019

“Kafka e la bambola”


Un anno prima della sua morte Franz Kafka visse un'esperienza insolita. Passeggiando per il parco Steglitz a Berlino incontrò una bambina che piangeva sconsolata: aveva perduto la sua bambola.
Kafka si offrì di aiutarla a cercarla e le diede appuntamento per il giorno seguente nello stesso posto.
Incapace di trovare la bambola scrisse una lettera, da parte della bambola, e la portò con se quando si rincontrarono.
"Per favore non piangere, sono partita in viaggio per vedere il mondo, ti riscriverò raccontandoti le mie avventure"...così cominciava la lettera.
Quando lui e la bambina si incontrarono egli le lesse questa lettera attentamente descrittiva di avventure immaginarie della bambola amata. La bimba ne fu consolata e quando i loro incontri arrivarono alla fine Kafka le regalò una bambola. Ella ovviamente era diversa dalla bambola originale, in un biglietto accluso spiegò..." i miei viaggi mi hanno cambiato".
Molti anni più avanti la ragazza cresciuta trovò un biglietto nascosto dentro la sua bambola ricevuta in dono. Riassumendolo diceva:
"Ogni cosa che tu ami è molto probabile che la perderai, però alla fine l'amore muterà in una forma diversa."

domenica 1 aprile 2018

Le quattro leggi della spiritualità

In India insegnano "le quattro leggi della spiritualità".
La prima dice: "La persona che arriva è la persona giusta", cioè nessuno entra nella nostra vita per caso, tutte le persone intorno a noi, tutte quelle che interagiscono con noi, ci sono lì per un motivo, per farci imparare e progredire in ogni situazione.

La seconda legge dice: "Quello che succede è l'unica cosa che sarebbe potuta accadere." Niente, ma niente, assolutamente nulla di ciò che accade nella nostra vita avrebbe potuto essere altrimenti. Anche il più piccolo dettaglio. Non c'è un "se avessi fatto quello sarebbe accaduto quell'altro...". No....Quello che è successo era l'unica cosa che sarebbe potuta succedere, ed è stato così perché noi imparassimo la lezione e andassimo avanti. Ognuna delle situazioni che accadono nella nostra vita sono l'ideale, anche se la nostra mente e il nostro ego siano riluttanti e non disposti ad accettarlo.
La terza dice: "Il momento in cui avviene è il momento giusto." Tutto inizia al momento giusto, non prima non dopo. Quando siamo pronti ad iniziare un qualcosa di nuovo nella nostra vita, è allora che avverrà.
La quarta ed ultima: "Quando qualcosa finisce, finisce." Proprio così. Se qualcosa è conclusa nella nostra vita è per la nostra evoluzione, quindi è meglio lasciarlo, andare avanti e continuare ormai arricchiti dall'esperienza.
Penso che non sia un caso che stai leggendo questo, se questo testo è entrato nelle nostre vite oggi; è perché siamo pronti a capire che nessun fiocco di neve cade mai nel posto sbagliato...

domenica 24 dicembre 2017

Quel vento sei Tu


Qualche volta il destino assomiglia a una tempesta di sabbia che muta incessantemente la direzione del percorso. Per evitarlo cambi l'andatura. E il vento cambia andatura, per seguirti meglio. Tu allora cambi di nuovo, e subito di nuovo il vento cambia per adattarsi al tuo passo. Questo si ripete infinite volte, come una danza sinistra con il dio della morte prima dell'alba. Perché quel vento non è qualcosa che è arrivato da lontano, indipendente da te. È qualcosa che hai dentro. Quel vento sei tu. Perciò l'unica cosa che puoi fare è entrarci, in quel vento, camminando dritto, e chiudendo forte gli occhi per non far entrare la sabbia.

HARUKI MURAKAMI, Kafka sulla spiaggia 

martedì 26 luglio 2016

Consapevolezza del respiro

La quattro Nobili verità non possono semplicemente essere comprese a livello intellettuale. Racchiudono idee chiave, quali non dualismo, vuoto, non-sé, interessere e senza-segno, che si possono comprendere solo attraverso la pratica. La pratica fondamentale del Buddha è la consapevolezza del respiro. Prima di poterci dedicare a qualsiasi azione etica o poterla praticare dobbiamo iniziare con il respiro. La consapevolezza del nostro respiro è la prima azione etica pratica per noi disponibile. E' l'unico modo in cui possiamo iniziare a capire davvero la sofferenza di base degli esseri umani e come potremmo trasformarla.
Quando osserviamo tutta la sofferenza intorno a noi, la povertà, la violenza o il cambiamento climatico potremmo voler risolvere subito questi problemi. Vogliamo fare qualcosa. Ma per fare qualcosa in maniera efficace ed etica dobbiamo essere al meglio delle nostre capacità, così da poter gestire la sofferenza.
Riuscire a fermarsi, respirare e camminare o muoversi in consapevolezza sono la chiave per la pratica. Lo si può fare ovunque, in qualsiasi momento. Possiamo dire:

Inspirando so che questa è la mia inspirazione.
Espirando so che questa è la mia espirazione.

E' molto semplice, ma estremamente efficace. Quando rivolgiamo l'attenzione alla nostra inspirazione e alla nostra espirazione smettiamo di pensare al passato, smettiamo di pensare al futuro e cominciamo a tornare a noi stessi. Tornare a noi stessi è la prima cosa da fare, persino per politici, scienziati ed economisti. Non pensare che questa pratica non si applichi a te. Se non torniamo a noi stessi non possiamo essere al meglio delle nostre capacità e servire il mondo nel modo migliore. Dobbiamo essere noi stessi per essere al nostro meglio. La qualità del nostro essere è il fondamento per la qualità delle nostre azioni.

Inspirando sono consapevole del mio intero corpo.
Espirando sono consapevole del mio intero corpo.

Respirare consapevolmente ci riporta al nostro corpo. Dobbiamo innanzitutto prendere atto del nostro corpo perché è li che si accumulano tensione e sofferenza. Respirando in tal modo creiamo una sorta di riunione di famiglia fra mente e corpo. La mente diviene una mente nel corpo.
Se siamo veramente consapevoli sappiamo che nel nostro corpo esistono tensione e dolore. Non possiamo fare del nostro meglio se non sappiamo lasciare andare la tensione e il dolore in noi stessi.

Inspirando sono consapevole della tensione presente nel mio corpo.
Espirando lascio andare tutta la tensione presente nel mio corpo.

Possiamo fare subito qualcosa per migliorare noi stessi e lasciar uscire la nostra tensione e sofferenza in modo da poter vedere e agire più chiaramente.
Con il espiro consapevole, corpo e mente si uniscono, stabili nel qui e ora, e noi possiamo gestire più facilmente le situazioni difficili nella nostra vita. Il respiro consapevole porta più benessere nel nostro corpo. In un solo respiro possiamo riconoscere e lasciar andare la tensione presente in noi.
Possiamo usare inspirazione ed espirazione  perché ci aiutino a notare le sensazioni dolorose dentro di noi. Con l'inspirazione possiamo prendere atto di tali sensazioni e con l'espirazione possiamo lasciarle andare.

Inspirando sono consapevole del sorgere di una sensazione spiacevole.
Espirando lascio andare la sensazione dolorosa.

E' un modo non violento e delicato di aiutare il nostro corpo a lasciare andare tensione e sofferenza. E' possibile praticare il respiro consapevole allo scopo di suscitare un senso di gioia, un senso di felicità. Quando siamo ben nutriti e sappiamo creare gioia, siamo abbastanza forti per gestire il profondo dolore presente in noi stessi e nel mondo.
Con un'unica inspirazione ed ispirazione possiamo praticare tutte le quattro Nobili Verità: prendiamo atto della tensione o sofferenza e la chiamiamo con il suo vero nome; la lasciamo andare e permettiamo alla felicità di instaurarsi.

Thich Nhat Hanh (Le quattro Verità sull'esistenza)

giovedì 30 giugno 2016

Anima mia


Percorrevo la strada del giorno e tu camminavi invisibile al mio fianco, mettendo insieme tutti i pezzi e facendomi scorgere in ogni frammento l'intero. Hai tolto quando io pensavo di trattenere e mi hai dato quando non mi attendevo nulla. E continuamente, da lati sempre nuovi e inattesi, facevi nascere eventi decisivi per il mio destino. Là dove seminavo, tu mi rubavi il raccolto, e dove non seminavo, mi donavi frutti a profusione. E in continuazione perdevo il sentiero per poi ritrovarlo lì dove non me lo sarei mai aspettato. Tu mantenevi viva la mia fede, quando ero solo e prossimo alla disperazione. In ogni momento cruciale mi hai donato fiducia in me stesso.

Jung - Libro Rosso

giovedì 7 aprile 2016

Amore dopo amore



Tempo verrà
in cui, con esultanza,
saluterai te stesso arrivato
alla tua porta, nel tuo proprio specchio,
e ognuno sorriderà al benvenuto dell'altro
e dirà: Siedi qui. Mangia.
Amerai di nuovo lo straniero che era il tuo Io.
Offri vino. Offri pane. Rendi il cuore
a se stesso, allo straniero che ti ha amato
per tutta la tua vita, che hai ignorato
per un altro che ti sa a memoria.
Dallo scaffale tira giù le lettere d'amore,
le fotografie, le note disperate,
sbuccia via dallo specchio la tua immagine.
Siediti. È festa: la tua vita è in tavola.

 Derek Walcott

venerdì 19 febbraio 2016

Un uccello azzurro


Nel mio cuore c'è un uccello azzurro che
vuole uscire,
ma con lui sono inflessibile,
gli dico: rimani dentro, non voglio che
nessuno ti veda.
Nel mio cuore c'è un uccello azzurro che
vuole uscire
ma gli verso addosso whisky e aspiro
il fumo delle sigarette
e le puttane e i baristi
e i commessi del droghiere
non sanno che lì dentro c'è lui.
Nel mio cuore c'è un uccello azzurro che
vuole uscire
ma io con lui sono inflessibile,
gli dico: rimani giù, mi vuoi fare
andar fuori di testa?
vuoi mandare all'aria tutto il mio lavoro?
vuoi far saltare le vendite dei miei libri in Europa?
Nel mio cuore c'è un uccello azzurro che
vuole uscire
solo di notte qualche volta
quando dormono tutti.
Gli dico: lo so che ci sei,
non essere triste
poi lo rimetto a posto,
ma lui lì dentro un pochino canta,
mica l'ho fatto davvero morire,
dormiamo insieme così
col nostro patto segreto
ed è così grazioso da far piangere
un uomo, ma io non piango,
e voi?

(Charles Bukowski)




Trovo questa poesia meravigliosa, frutto di una profonda autoanalisi.
Chi siamo veramente?
La meta di ogni uomo, secondo Jung, è la ricerca del “vero Sé”, quella parte di noi che sintetizza la totalità della nostra personalità conscia ed inconscia.
Vi invito a fare come Charles Bukowski e ad andare oltre, senza più maschere e finte rappresentazioni di sé. 
Buon cammino…

giovedì 14 gennaio 2016

Accettare il caos

Jung dice: accettai il caos, e la notte seguente l’anima mia mi visitò. 
Il Saggio dice: bisogna chinarsi un po’, per attingere l’acqua dal fiume. Significa che la ricerca interiore nasca dall’umiltà. Di contro, la mancanza di umiltà è collegata al desiderio di controllo e di potere sugli altri. 
C’è qualcosa che ci mette nello stato d’animo di rischiare tutto, si chiama amore. La trasformazione interiore la si ottiene solo con la follia dell’amore – dice Jung - la più infallibile dimensione dinamica che porta l’inconscio alla luce. 
Allora, è piuttosto l’incapacità di amare che priva l’uomo delle sue possibilità. Ecco dove sta il problema. Questo mondo è vuoto solo per colui che non sa dirigere la sua dimensione erotica sugli altri, conferendo loro vitalità e bellezza. 
Non a caso il fine di ogni buona psicoterapia è acquisire la capacità di amare, al fine di varcare la soglia del guscio narcisistico e proseguire oltre. Anima è il ponte verso l’ignoto, verso l'inconscio, verso l'Altro. 
Attraversare un ponte significa svuotarsi per aprirsi al nuovo, lasciare il vecchio racconto che ci siamo fatti di noi stessi per promuoverne uno inaudito, inedito, nuovo. Insieme ad un Altro.

sabato 5 settembre 2015

Scegliere il silenzio


A volte penso sia un peccato 
dare parole all'angoscia che sento,
perché le parole, come fa la Natura, rivelano
e insieme celano l'interno dell'Anima.

Nelle parole, come in gramaglie, mi avvolgo,
come in ruvidi panni contro il freddo,
ma della grande angoscia che coprono
appare il contorno e niente più.

Alfred Tennyson 


Vorrei che ciascuno di noi meditasse su queste cose: sulle parole che ogni giorno diciamo talora senza valutarne le risonanze emozionali nell'anima di chi ci ascolta; ma ripensando anche alle parole del poeta inglese che ci invitano a scegliere talora il silenzio.