lunedì 23 luglio 2012

semplicemente la chiave...


Ho sempre pensato che fosse molto meglio sfondare le porte piuttosto che perdere tempo a cercarne le chiavi e non riuscire, per mancanza di calma e sangue freddo, a trovare il buco della serratura.
Quando sono arrivato in Giappone, me ne infischiavo dei Kata e di tutti i segreti che si supponeva nascondessero. (...)
Mi ci sono voluti ben sei mesi in Giappone di scontri accesi e scatenati ignorando i sapienti Kata, prima di fermarmi un giorno senza fiato, stremato e indispettito davanti all'ennesima porta, questa volta troppo spessa, e decidermi finalmente ad afferrare con rabbia la chiave che già da tempo mi offriva uno degli anziani maestri del Kodakan, sorridendo sempre dolcemente, e ho aperto la porta girando semplicemente la chiave nella serratura!
Ives Klein

venerdì 13 luglio 2012

L'idealizzazione dell'Amore

Al giorno d'oggi si possono fare così tanti esempi di coppie "scoppiate" che sono arrivato a domandarmi se le relazioni vere, durature, senza bugie né tradimenti, esistano davvero. E se fosse tutta un'idealizzazione?  Aveva ragione Andrea Cappellano, nel suo trattato intitolato De amore a sostenere che l'amore si fonda su un eccesso di immaginazione? E se così fosse, quando la perfetta immagine mentale che addossiamo sulla persona amata crolla, cosa amiamo davvero di chi abbiamo di fronte?  Basta guardarsi intorno per notare come separazioni e tradimenti siano paradossalmente più frequenti di matrimoni duraturi e dichiarazioni d'amore. Poi, quando si incontra una coppia che sembrerebbe perfetta, non sappiamo quanto i due sono costretti a sopportarsi per mantenere in piedi un rapporto che non sono neanche più certi di volere davvero. Forse amare davvero significa convivere, creare dei compromessi, rendersi conto che è difficile, ma che il sentimento provato è al di sopra delle incomprensioni e delle avversità. Chi conosce davvero l'Amore con la A maiuscola? Il bisogno che ci sembrerebbe naturale di amare l'altro più di noi stessi fino a trascorrere con lui la nostra intera vita è davvero parte essenziale dell'uomo o è soltanto un'idea dettata da una cultura e una società che ci mostrano come la "meta più gettonata" per le aspirazioni sia volere una famiglia con il compagno/a che si sente di amare? 

martedì 3 luglio 2012

Accettare pienamente questo momento


Tutto ciò che dobbiamo veramente fare è accettare pienamente questo momento. Allora siamo a nostro agio nel qui e ora e con noi stessi.
Ma abbiamo davvero bisogno di avere un rapporto con noi stessi? Perché non possiamo semplicemente essere noi stessi? Quando abbiamo un rapporto con noi stessi, ci siamo spaccati in due: «io» e «me stesso», soggetto e oggetto. Questa dualità creata dalla mente è la causa fondamentale di ogni complessità superflua, di tutti i problemi e conflitti della nostra vita. Nello stato di illuminazione noi siamo noi stessi: «io» e «me stesso» si fondono in una cosa sola. Non giudichiamo noi stessi, non ci sentiamo dispiaciuti per noi stessi, non siamo orgogliosi di noi stessi, non amiamo noi stessi, non odiamo noi stessi, eccetera. La spaccatura causata dalla consapevolezza autoriflessiva viene guarita, la sua maledizione allontanata. Non vi è più un «sé» che dobbiamo proteggere, difendere o alimentare. Quando siamo illuminati, vi è un unico rapporto che non abbiamo più: il rapporto con noi stessi. Una volta rinunciato a questo, tutti gli altri rapporti saranno rapporti d'amore.

da Il potere di adesso di Eckhart Tolle

domenica 1 luglio 2012

27 anni di cosa?




"Vidi tutte le persone dietro le loro maschere, ridevano flemmatiche... facce composite... vidi dentro di loro e c’era sofferenza in ognuno di loro... corpi pallidi... che, senza sosta, si muovevano... lungo una strada tortuosa alla fine della quale c’era solo la tomba."


Edvard Munch

Esplora l’archivio

Articoli per anno e mese