domenica 25 novembre 2012

Natura! La vera religione


Fin da giovane Goethe cercò la vera religione e la trovò nella natura. Molto presto si convinse di vedere Dio nella natura e la natura in Dio. Dio e natura erano per lui concetti equivalenti; la natura possiede volontà, ragione, saggezza, bontà e amore.
Nel corso della sua vita Goethe sviluppò idee pansofistiche e panteistiche che identificavano Dio con tutto l'esistente. Queste sono certamente convinzioni che si trovano in netta contrapposizione sia con la fede protestante che con quella cattolica. Per questo Goethe si vede spesso confrontato con il rimprovero di essere un ateo. Ma comunque lo chiamassero, panteista, ateo o cristiano, per Goethe era indifferente, la religione era per lui un sentimento strettamente privato, individuale, parlarne troppo non gli piaceva.

Scrive:

“Natura! Da essa siamo circondati e avvinti, né ci è dato uscirne e penetrarvi più a fondo. Senza farsi pregare e senza farsi avvertire, ci rapisce nel vortice della sua danza e si lascia andare con noi, finché siamo stanchi e le cadiamo nelle braccia. Crea eternamente nuove forme ciò che è qui non era mai stato, ciò che era non ritorna, tutto è nuovo e tuttavia sempre antico. Viviamo nel suo seno e le siamo estranei. Parla incessantemente con noi e non ci rivela il suo segreto. Costantemente operiamo su di essa e tuttavia non abbiamo alcun potere sulla natura. Sembra che abbia puntato tutto sull’individualità eppure niente le importa degli individui. Costruisce sempre e sempre distrugge e la sua officina è inaccessibile. (...) In essa è eterna vita, divenire e moto e tuttavia non progredisce. Si trasforma eternamente e non vi è momento di quiete. (...) Il suo spettacolo è sempre nuovo perché essa crea sempre nuovi spettatori. La vita è la sua invenzione più bella e la morte è il suo artificio per avere molta vita. Essa avvolge l’uomo nell’oscurità e lo sprona eternamente verso la luce. Non conosce né passato né futuro. Il presente è la sua eternità".

domenica 18 novembre 2012

L'integrità dell'io

Solo le qualità che sorgono dalla nostra attività spontanea danno forza all'io e formano per tanto la base della sua integrità. L'incapacità di agire spontaneamente, di esprimere quel che veramente si sente e si pensa, è la conseguente necessità di presentare uno pseudo io agli altri e a se stessi, sono la radice del sentimento di inferiorità e di debolezza.

Erich Fromm

martedì 6 novembre 2012

L'inferno dei viventi


Ogni città riceve la sua forma dal deserto a cui si oppone. Le città, come i sogni, sono costruite di desideri e di paure. Di una città non godi le sette o settantasette meraviglie ma la risposta che dà a una tua domanda. L'inferno dei viventi non è qualcosa che sarà, se ce n'è uno è quello che è già qui, l'inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme.
Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti, accettare l'inferno e diventarne parte, fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui, cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno, farlo durare e dargli spazio.

Italo Calvino (Le città invisibili)

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