venerdì 15 aprile 2016

Il pallido puntino blu

Guardate ancora quel puntino. È qui. È casa. Siamo noi. Su di esso, tutti quelli che amate, tutti quelli di cui avete mai sentito parlare, ogni essere umano che sia mai esistito, hanno vissuto la propria vita. L’insieme delle nostre gioie e dolori, migliaia di presuntuose religioni, ideologie e dottrine economiche, ogni cacciatore e raccoglitore, ogni eroe e codardo, ogni creatore e distruttore di civiltà, ogni re e suddito, ogni giovane coppia innamorata, ogni madre e padre, figlio speranzoso, inventore ed esploratore, ogni predicatore di moralità, ogni politico corrotto, ogni “superstar”, ogni “comandante supremo”, ogni santo e peccatore nella storia della nostra specie è vissuto lì su un granello di polvere sospeso dentro ad un raggio di sole.
La Terra è un piccolissimo palco in una vasta arena cosmica. Pensate ai fiumi di sangue versati da tutti quei generali e imperatori affinché, nella gloria ed il trionfo, potessero diventare i signori momentanei di una frazione di un punto. Pensate alle crudeltà senza fine impartite dagli abitanti di un angolo di questo pixel agli abitanti scarsamente distinguibili di qualche altro angolo, quanto frequenti i loro malintesi, quanto smaniosi di uccidersi a vicenda, quanto ferventi i loro odii. Le nostre ostentazioni, la nostra immaginaria autostima, l’illusione che abbiamo una qualche posizione privilegiata nell’Universo, sono messe in discussione da questo punto di luce pallida. Il nostro pianeta è un granellino solitario nel grande, avvolgente buio cosmico. Nella nostra oscurità, in tutta questa vastità, non c’è nessuna indicazione che possa giungere aiuto da qualche altra parte per salvarci da noi stessi.
La Terra è l’unico mondo conosciuto che possa ospitare la vita. Non c’è nessun altro posto, per lo meno nel futuro prossimo, dove la nostra specie possa migrare. Visitare, sì. Abitare, non ancora. Che vi piaccia o meno, per il momento la Terra è dove ci giochiamo le nostre carte. È stato detto che l’astronomia è un’esperienza di umiltà e che forma il carattere. Non c’è forse migliore dimostrazione della follia delle vanità umane che questa distante immagine del nostro minuscolo mondo. Per me, sottolinea la nostra responsabilità di occuparci più gentilmente l’uno dell’altro, e di preservare e proteggere il pallido punto blu, l’unica casa che abbiamo mai conosciuto.

Carl Sagan commentò cosi, nel 1994, la fotografia chiamata Pallido puntino blu.
Il pallido puntino blu è la terra vista da Voyager 1 a sei miliardi di chilometri di distanza.
Due anni dopo, Sagan perse la battaglia con la mielodisplasia. Nel 2008 le sue parole furono portate sulla superficie di Marte.

Tentare una storia d'amore

Le fragilità della famiglia riflettono le fragilità della società e come facciamo fatica a vivere insieme nella società, facciamo altrettanta fatica a tentare insieme una storia d’amore.
Nella fascia tra i 18 e i 45 anni la crescita dei single dal 2000 è del 62%. Questa è la prima cosa che ci deve preoccupare perché, se addirittura si sceglie di non fare nessuna storia d’amore, significa effettivamente che c’è un individualismo che prima o poi si manifesterà con patologie di solitudine le quali mineranno profondamente il senso della vita di ciascuno.
Io credo che effettivamente c’è un modello che ci dovrebbe preoccupare, è l’uomo absolutus, permettetemi la parola latina, è l’uomo senza legami, senza vincoli, che oggi è diventato un modello, meno vincoli uno ha, meno legami uno ha e più può decidere e pensare la propria vita e quindi conseguire la propria felicità. 

La società è diventata fragile, non c’è molto senso di appartenenza, è scomparso il senso della responsabilità comune, facciamo altrettanta fatica a tentare insieme una storia d’amore.

Enzo Bianchi

giovedì 7 aprile 2016

Amore dopo amore



Tempo verrà
in cui, con esultanza,
saluterai te stesso arrivato
alla tua porta, nel tuo proprio specchio,
e ognuno sorriderà al benvenuto dell'altro
e dirà: Siedi qui. Mangia.
Amerai di nuovo lo straniero che era il tuo Io.
Offri vino. Offri pane. Rendi il cuore
a se stesso, allo straniero che ti ha amato
per tutta la tua vita, che hai ignorato
per un altro che ti sa a memoria.
Dallo scaffale tira giù le lettere d'amore,
le fotografie, le note disperate,
sbuccia via dallo specchio la tua immagine.
Siediti. È festa: la tua vita è in tavola.

 Derek Walcott

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