sabato 2 novembre 2019

L'amore che hai sempre sognato



Devi prenderti un momento alla volta, bambino.

Un respiro alla volta. 
Segui il cerchio del respiro, il suo sorgere 
e anche il suo cadere. 
Entrambi i movimenti sono preziosi.

Tutto passerà, vedi. Il sorgere del sole è sicuramente seguito dal tramonto. 
La vecchia pelle si perde. 
Le foglie cadono dall'albero e 
non sono meno belle nella loro caduta. 
Coloro che ami moriranno nella loro forma fisica e torneranno alla loro perfezione originale. 
Come ci ricorda Eckhart Tolle, anche il Sole morirà.

Cerchiamo sicurezza in luoghi in cui non la troveremo mai. 
Scappiamo dall'ansia, 
evitando quel divertente vuoto che vive nel nostro centro, 
provando a fuggire dal vivere.

Ti è stata venduta una bugia sull'amore, 
vedi: che dovevi esserne degno.

Fanculo l’essere degno.

L'amore non è qualcosa che può darti qualcuno. 
Non è qualcosa che devi chiedere, guadagnare o meritare.

Se ci riesci, se prendi un 10, se ottieni la promozione, 
se vinci la gara, non sarai amato di più. 
Devi scrollarti di dosso quest'illusione.

Non devi essere degno. 
Devi solo essere vivo e sei degno.

Sei integro anche da solo, e non sei mai solo, 
perché sei inseparabile dalle stelle, dalle montagne, 
dagli alberi fruscianti nel prato.

E segui il respiro mentre sale e scende. 
E fai spazio in te stesso per questi sentimenti a lungo trascurati. 
Impara a fidarti del corpo, dei suoi ritmi, 
del modo in cui cerca di proteggersi, della sua imprevedibilità, 
dei suoi sentimenti di insicurezza. 
Respirando nei punti doloranti, li rendi sicuri, 
dove una volta ti sentivi insicuro.

Sicuro anche di sentirsi insicuro; questa è libertà.

Amare anche la parte che sembra non amabile; 
questo è l'amore che hai sempre sognato, 
l'amore che non devi mai meritare.

Jeff Foster

giovedì 30 maggio 2019

“Kafka e la bambola”


Un anno prima della sua morte Franz Kafka visse un'esperienza insolita. Passeggiando per il parco Steglitz a Berlino incontrò una bambina che piangeva sconsolata: aveva perduto la sua bambola.
Kafka si offrì di aiutarla a cercarla e le diede appuntamento per il giorno seguente nello stesso posto.
Incapace di trovare la bambola scrisse una lettera, da parte della bambola, e la portò con se quando si rincontrarono.
"Per favore non piangere, sono partita in viaggio per vedere il mondo, ti riscriverò raccontandoti le mie avventure"...così cominciava la lettera.
Quando lui e la bambina si incontrarono egli le lesse questa lettera attentamente descrittiva di avventure immaginarie della bambola amata. La bimba ne fu consolata e quando i loro incontri arrivarono alla fine Kafka le regalò una bambola. Ella ovviamente era diversa dalla bambola originale, in un biglietto accluso spiegò..." i miei viaggi mi hanno cambiato".
Molti anni più avanti la ragazza cresciuta trovò un biglietto nascosto dentro la sua bambola ricevuta in dono. Riassumendolo diceva:
"Ogni cosa che tu ami è molto probabile che la perderai, però alla fine l'amore muterà in una forma diversa."

giovedì 21 febbraio 2019

"Sei stato il mio maestro"


Addio al giornalista e conduttore Rai, Gabriele la Porta. A dare l'annuncio è il figlio Michele su Radio Colonna, precisando che il padre si è spento il 19 febbraio scorso:

«In molti, forse, lo ricorderanno come il volto di Rainotte. Io lo ricordo perché era mio padre. Il mio dolcissimo papà. Il cuore del mio cuore. Nella logica, inevitabile, della vita e la morte, accetto il suo viaggio. L'ultimo. Eppure, il mondo, si è dissolto inesorabilmente. Come un abisso». 
«Sei stato il mio maestro. Il mio eroe. Il mio Re. Sono onorato d'esser stato tuo figlio. Sangue del tuo sangue. Mi auguro che tu sia stato fiero di me. Dei miei baci. Delle mie carezze. Dei miei pensieri, per te. Un giorno verrò a trovarti. Tu aspettami e lascia libero un posto accanto a te».
«Ciao papà, riposa la tua anima. Tuo figlio Michele».

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